Canti sciamanici del Nepal

“Shamans of the East”: i canti rituali della tradizione sciamanica dei Kulung Rai, minoranza etnica tibeto-birmana del Nepal orientale.

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Descrizione

Questo raro CD contiene due meravigliosi canti rituali registrati dal vivo in Nepal tra gli sciamani dell’etnia dei Kulung.

Il primo dei due canti è un’invocazione agli spiriti-guardiani e alle divinità-guida dello sciamano. Di norma invocati in lingua Nepali all’inizio di ogni seduta estatica Kulung, il canto, nel menzionare una vasta pletora di esseri invisibili connessi con specifiche regioni del cosmo (cielo, terra, mondo sotterraneo) e con luoghi dell’habitat naturale (montagne innevate, foreste, laghi, etc.), si ritiene che abbia il singolare potere di creare un vero e proprio ponte invisibile tra l’officiante e il mondo invisibile, come anche di contribuire attivamente a indurre una condizione di transe rituale. Questa stessa transe costituisce un tratto distintivo di ogni rituale sciamanico Kulung, la cui efficacia si fonda per l’appunto sulla difficile capacità di produrla, controllala e canalizzala secondo le necessità del rito.

 

Il secondo è un canto di caccia, normalmente enunciato in lingua rituale Kulung in occasione dell’offerta rituale della selvaggina agli antenati e agli spiriti invisibili della foresta. Insediati in una delle più remote e incantevoli regioni del Nepal orientale, i Kulung sono una delle ultime minoranze etniche himalayane che, ancor oggi, tramanda un’arcaica forma di caccia a specifiche specie di quadrupedi selvatici, nella forma di una pratica complessa e altamente ritualizzata.

Secondo la tradizione, la spedizione di caccia è infatti preceduta, accompagnata e seguita da una serie di canti liturgici che si ritiene abbiano la capacità di ingraziare le entità invisibili della foresta, propiziando in questo modo la battuta e facilitando inoltre l’ottenimento di un invisibile “essenza” (ji), nascosta celata nella foresta e da cui si pensa dipenda direttamente la prosperità del villaggio, come anche la forza vitale e la salute dei suoi abitanti.

Tema ricorrente di questi canti è la descrizione di una mitica battuta di caccia a un cervo archetipico, come anche la descrizione di un viaggio mistico compiuto dalle anime dei cacciatori – che agiscono qui nella doppia veste di cacciatori e sacerdoti – alla ricerca di prosperità e di potere invisibile. Entrambe queste qualità sono nascoste in specifiche “sorgenti di potere” disseminate nel fitto della selva dove la caccia ha luogo e lungo i picchi montani che la coronano.

 

I canti di questo CD sono stati superbamente eseguiti da Mekhe Kulung, uno dei più rinomati sciamani contemporanei della tribù dei Kulung.

 

Le tracce del CD:

Track 1: Ritual hunting song; Track 2: Invocations to invisible masters and protector spirits.

 

“Shamans of the East: Ritual Songs of the Himalayan Kulung Shamanic Tradition”: Ricerche scientifiche, organizzazione delle registrazioni e supervisione: Martino Nicoletti; Sound engineering e post-produzione: Roberto Passuti; Label: Stenopeica – Le loup des steppes – A Buzz Supreme.

 

CD acquistabile on line su Amazon e Itunes

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