Kathmandu: diario dal Kali Yuga (Libro + CD)

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16.00

Un itinerario iniziatico fatto di parole e suoni guidano alla scoperta della remota città-mito di Kathmandu : la splendida perla dell’Himalaya, crogiolo millenario di civiltà e di tradizioni religiose, nonché culla dell’antica spiritualità tantrica.

Le ricercate sonorità della formazione musicale degli STENOPEICA si fondono con la voce e i preziosi contributi artistici di Franco Battiato, Teresa De Sio e Giovanni Lindo Ferretti.

Un autentico diario dal Kali Yuga – l’oscura epoca finale che, secondo l’antica mitologia indiana, conclude un ciclo cosmico – composto da testi, fotografie e da ben 20 tracce musicali che narrano di una metropoli in pelle viva e di come questo stesso universo urlante sappia ancor oggi dispensare bagliori di autentico splendore e d’indicibile quanto affilata bellezza.

Un’opera immancabile per chiunque possieda timpani capaci di librarsi verso il cielo delle stelle fisse…

 

“…Kathmandu. I vivi contano i morti tra dita e pollice.
I morti contano i vivi da dietro le finestre.
Lungo la strada, in alto, elettricità che corre in filamenti…”

 

Libro con CD Audio con testi e immagini di Martino Nicoletti e musiche di Roberto Passuti.

ISBN: 978-2955615973

Estratto Battiato (by Roberto Passuti e Martino Nicoletti per Stenopeica):

 

 

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Descrizione

Stenopeica, Franco Battiato, Teresa De Sio, Giovanni Lindo Ferretti, Kathmandu: diario dal Kali Yuga  (Libro + CD) (a cura di Martino Nicoletti e Roberto Passuti), Paris, Editions Le Loup des Steppes, 2016

1 recensione per Kathmandu: diario dal Kali Yuga (Libro + CD)

  1. Marianna L.

    Ho letto e ascoltato Kathmandu…
    E’ difficile non rimanere ipnotizzati dall’inquieto ed intenso magnetismo di questa piccola e densa opera. Una carovana sonora che passa tanto veloce quanto sospesa nel tempo, come i sogni in fase REM.
    Sequenze fanno da trait d’union tra stati alterati mistici e disper(az)sione contemporanea.
    Un gesto molto potente, una lama che fende il cielo scuro tra ieri e domani, rimescolando i sedimenti abbandonati e buttando in aria la sicurezza della via. Non rimane molto altro che l’ora, scarno, un po’ impaurito da una tale forza.
    Testi coraggiosi, cesellati e calibrati con la precisione di un costruttore di cattedrali.
    Parole e musiche sfrontatamente puntuali amalgamati con la sapienza di un cuoco alchimista.
    E’ superfluo parlare della bravura degli artisti coinvolti.

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