AIUTARE I DEFUNTI NEL BARDO SECONDO LA TRADIZIONE BONPO TIBETANA – INSEGNAMENTI ON LINE CON GESHE MONLAM DALLA MONGOLIA (12 settembre 2026)

 

 

Nel desiderio di dare continuità alle nostre attività di diffusione degli insegnamenti dello Dzogchen tibetano, è con grande gioia che vi annunciamo che sabato 12 settembre 2026 (dalle ore 9 alle 13 circa), Geshe Monlam Wangyal impartirà degli insegnamenti introduttivi ON LINE sulla pratica del Surchö secondo la tradizione Bönpo.

Il Surchö — tibetano “gsur mchod”, spesso traslitterato Sur Chö, Surchöd o semplicemente Sur — è un importante rito di offerta mediante cibo bruciato presente nella tradizione Yungdrung Bön.

Nella tradizione bonpo il Surchö appartiene al gruppo delle cosiddette Quattro Generosità (sbyin pa bzhi), insieme a: Sangchö (bsang mchod) — offerta fumigatoria/purificatoria; Chutor (chu gtor) — offerta d’acqua; Surchö (gsur mchod) — offerta di cibo bruciato; Chöd (gcod) — offerta del proprio corpo.

Per questa offerta si prepara una sostanza alimentare costituita tradizionalmente da farina d’orzo o “tsampa” e altri ingredienti, che viene posta sul fuoco affinché il fumo e l’aroma dell’offerta si diffondano nello spazio. Il rituale è accompagnato dalla recitazione di uno specifico testo liturgico. Nelle forme contemporanee della pratica vengono utilizzati anche burro, zucchero, tè, erbe e altri alimenti.

L’offerta non è concepita semplicemente come “cibo per i defunti”: attraverso il rituale essa viene trasformata simbolicamente in una quantità inesauribile di nutrimento, destinato simultaneamente a differenti categorie di esseri:

  1. Ospiti di venerazione — “sri zhu”
    Sono coloro verso i quali si manifesta rispetto e devozione: in primo luogo i Buddha, gli esseri illuminati, i maestri e le divinità illuminate. A loro si offre per sviluppare e completare le proprie accumulazioni di merito e saggezza.
  2. Ospiti delle qualità — “yon tan”
    Sono gli esseri che possiedono o rappresentano qualità positive e virtù. L’offerta è connessa all’accumulazione e alla manifestazione delle qualità spirituali.
  3. Ospiti del debito karmico — “lan chags”
    Sono gli esseri nei confronti dei quali abbiamo contratto un debito karmico, attraverso azioni compiute in questa o in altre esistenze. Offrire loro significa simbolicamente restituire ciò che è dovuto, pacificando così le relazioni karmiche.
  4. Ospiti della compassione — “snying rje”
    Sono gli esseri che si trovano nella sofferenza e che sono quindi oggetto di compassione: esseri affamati, spiriti, defunti, esseri del bardo e, più in generale, gli esseri dei sei mondi. L’offerta mira a liberarli dalla sofferenza e a condurli verso una condizione migliore.

 

 

Per ulteriori informazioni per la stessa iscrizione potete contattare Edoardo alla mail: frenedoardo@gmail.com.

Organizzazione:
Edizioni Le loup des steppes
Il Bosco Sacro APS
Dzogchen Italia

 

 

L’INSEGNANTE:

Tsadzin Lopön Geshe Mönlam Wangyal Pugyalwa è un monaco bönpo, appartenente al lignaggio bönpo tibetano di Pontsang nella regione del Kham. Questo antico lignaggio vanta in passato grandi praticanti e maestri di Dzogchen, nonché di rinomati pittori, che hanno seguito l’antico e tradizionale canone artistico tibetano.

Studiando fin da bambino pittura su “thangka” grazie all’insegnamento di numerosi lama-artisti, a 18 anni, Geshe Mönlam Wangyal diventa monaco in Kham trasferendosi in seguito a Menri in India e a Triten Norbutse in Nepal, studiando Sutra, Tantra e Dzogchen, filosofia, astrologia, pittura di mandala, medicina tibetana ed occupando tra l’altro le cariche di maestro di disciplina (gekhöd) e di custode della biblioteca per 10 anni, ottenendo inoltre l’importante titolo di “Tsadzin Lopön”, ovvero “Custode della Sacra Disciplina”.

Al di là della sua opera come insegnante di meditazione, Geshe Mönlam Wangyal si è negli anni costantemente dedicato alla pratica della pittura sacra, esponendo alcune opere in Giappone all’Osaka Museum. La sua attività è recentemente culminata nella realizzazione delle ottanta “thangka” dei Mahasiddha del Bön e nella pubblicazione di un imponente volume dedicato per l’appunto agli Ottanta Mahasiddha del Tantra Madre (Kathmandu, 2020).

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